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Amor sacro e amor profano

2 maggio 2009 –  Insieme al coro “Giovannini” di Fermignano di Urbino, l’associazione culturale Viandants parteciperà, con la lettura di alcuni tra i più bei brani d’amore, allo spettacolo “Amor sacro e Amor profano” presso la Chiesa Parrocchiale di Variano – Basiliano. Inizio alle ore 20.45

Diu, ce che o vin passât

29 aprile – Presentazione del libro “Diu ce che  o vin passât” di Guido Sut con letture  e musica, presso la sala parrocchiale “Fabris” di Basiliano.

Torno non torno

Il tragico evento della prima guerra mondiale ha spezzato la famiglia dei coniugi Merlino di Variano (Basiliano) nel febbraio del 1916, ma non ha interrotto i rapporti, le relazioni, gli affetti, i sentimenti e non ha troncato il legame di Giuseppe Merlino con il suo paese, la sua terra, il suo lavoro, la sua famiglia (la moglie e sei figli).

Sentâts su la valîs – Emigrants di iâr, emigrants di vuè

Migliaia e migliaia di friulani sono partiti, nei secoli passati, in cerca di lavoro e fortuna per le Americhe, in Australia, in Romania, in Russia. Oggi il fenomeno dell’emigrazione ha preso la direzione opposta: è la nostra terra ad essere diventata la “terra della speranza”. L’Associazione Culturale “Viandants”, attraverso la lettura di lettere originali, poesie, racconti ha voluto mettere a confronto le due realtà per mostrare come, nonostante i diversi contesti storici, le differenze si sgretolino per rivelare uno stesso sentire, uno stesso soffrire, uno stesso ricordare…la terra lontana.

Memorie di un contadino friulano

Tratto dal libro Memorie di un contadino friulano di Ercole Marano – Edizioni Biblioteca dell’immagine: “Ci si svegliava al mattino, prima del sorgere del sole, si faticava tutto il giorno, e quando, alla sera, dopo cena, arrivava il momento della preghiera, la testa cadeva, stanca, sulla tavola.” Così è iniziata la vita lavorativa di Ercole Marano. Ma, per fortuna, tra un colpo di zappa ed un altro, si trovava, di tanto in tanto, anche il tempo di fantasticare, di ascoltare le storie dei nonni, di giocare, di andare a Udine a comprare “cuarnetis e luvins”, di fare la corte alle ragazze.